CD review – “Shifting Thoughts” on A Proposito di Jazz

“I dieci brani in programma sono tutti frutto dei tre musicisti e denotano una buona capacità compositiva. Ma quel che maggiormente convince in questo album è la capacità dei musicisti di mescolare stilemi tipici della più classica tradizione jazz con sonorità assai moderne legate anche all’utilizzo di strumentazioni elettroniche.” – Gerlando Gatto

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Live review – Bebo Ferra “Voltage” Padova Jazz Festival 2015

“Il chitarrista Bebo Ferra ha presentato il trio con cui ha registrato in studio a giugno: Nicola Angelucci, versatile batterista, sempre in reattivo ascolto, e Gianluca Di Ienno, questa volta con il solo organo Hammond, impeccabile per interplay, inventiva e anche come compositore, benché questo ruolo nel trio sia soprattutto quello di Ferra, sapientemente a cavallo fra melodie originali e tradizione, compreso un denso omaggio a Duke Ellington” – Alessio Surian

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Mattia Cigalini “Astrea” – Reviews & Credits

Guido Michelone, IL MANIFESTO : Nel jazz il trio per antonomasia è ritenuto quello con pianoforte-contrabbasso-batteria, benché la sua storia inizi relativamente tardi con il be-bop, mentre prima e dopo si afferma una serie quasi infinita di triadiche combinazioni fra strumenti a fiato, a corda, a percussione. Astrea (CAM JAZZ) del Mattia Cigalini Trio, vede il leader ai sax alto e soprano con Gianluca Di Ienno (piano) e Nicola Angelucci (batteria) affrontare il set con un piglio combattivo, senza che si avverta la mancanza dell’imprinting contrabbassistico.

Claudio Sessa, CORRIERE DELLA SERA: Pochi giorni fa elogiavamo il sassofonista siciliano Francesco Cafiso; ora tocca al piacentino Mattia Cigalini, stesso strumento e stessa età (sono nati nel 1989 a due settimane di distanza). Cigalini ha bruciato le tappe con dischi sempre diversi e adesso si presenta con “Astrea” (CAM JAZZ) in un contesto insolito, un trio con il pianista Gianluca Di Ienno e il batterista Nicola Angelucci, che evitando ogni ruolo strumentale stereotipato crea una musica di gran forza corale. Merito, in particolare, delle composizioni di Cigalini (tranne un “White Christmas” totalmente rivisitato), varie ma accomunate da una grande cura per i dettagli e per quel caratteristico afflato che sa essere al tempo stesso lirico e aggressivo.

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Live Review – “dBus in Santa Maria Gualtieri” on Jazzit Online

“Un florido impasto sonoro, dal registro diversamente timbrico, un’ininterrotta invenzione lessicale che incorpora, rileggendoli, Debussy, Duke Ellington e Herbie Hancock, nonché una certa propensione alla sperimentazione formale sono i tratti distintivi dell’ensemble, guidato dal pianista Gianluca Di Ienno, che ieri sera ha presentato sul palco di Santa Maria Gualtieri a Pavia ‘dBus Project: il jazz guarda a Debussy’ ” – Antonino Di Vita

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CD review – “These Days” on Jazzitalia

“…Il brutale uniformarsi a stili e stilemi, perlopiù acchiappati al volo oltreoceano o nei pressi dei fiordi, rischia di far stendere sul letto di Procuste il giovane jazz suonato dagli italiani, diviso tra muscoli e pensatori ad hoc. Gianluca Di Ienno e accoliti fanno attenzione a non cadere nel pozzo delle ovvietà, semplicemente (detta così sembra un nonnulla) affidandosi alla loro testa e a degli arti ben allenati…” – Alceste Ayroldi

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CD review – “These Days” on Jazz Convention

“Gianluca Di Ienno (…) é anche un compositore con idee efficaci che ha messo a frutto nel suo These Days, interessante e raffinato disco in cui esordisce da leader…” – Flavio Caprera

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